Guerra Iran (Foto: Ansa)
L’Iran vuole fare schizzare il prezzo del petrolio a 200 dollari al barile. Sono queste – come vi segnalavamo ieri su IlSussidiario.net – le minacce di Teheran a Stati Uniti e in generale al mondo occidentale, se il conflitto dovesse proseguire.
Gli iraniani stanno quindi facendo leva sul rincaro dei prezzi di benzina e gasolio che – da quando è scoppiato il conflitto – stanno continuando senza sosta. Se realmente il petrolio dovesse raggiungere la cifra minacciata sarebbe una catastrofe economica, con costi mai registrati prima e il rischio di una crisi senza precedenti. L’Agenzia internazionale per l’energia ha messo in campo una riserva di 400 milioni di barili, ma non basterà e la stessa AIE ha fatto sapere che la crisi attuale è la peggiore della storia, tenendo conto che rispetto alla circolazione standard, solo il 10% del petrolio sta viaggiando per il mondo, alla luce del blocco dello stretto di Hormuz.
Secondo Il Sole 24 Ore, se il petrolio dovesse rialzarsi fino a 130 dollari al barile, potrebbe creare uno shock per moltissime imprese, che rischierebbero l’insolvenza, mentre la benzina e il gasolio potrebbero arrivare a superare agilmente quota 3 euro al litro: una previsione nefasta che speriamo non si verifichi mai.
