Missili in Iran contro Trump e Israele (ANSA-EPA 2026)
Si moltiplicano le voci secondo le quali un possibile attacco dell’Iran potrebbe raggiungere facilmente anche il territorio europeo e – soprattutto – l’Italia, lanciato inizialmente dall’ex consigliere della Casa Bianca John Bolton e diventato immediatamente un caso mediatico: un tema certamente importante man mano che le tensioni in Medio Oriente crescono e non accennano a diminuire, con il nostro paese che potrebbe finire “vittima” di un conflitto nel quale non c’entra nulla.
Secondo la teorie dominante, sarebbero soprattutto i missili dell’Iran chiamati “Khorramshahr-4” e “Soumar” a poter raggiungere il nostro territorio: la loro gittata dichiarata, infatti, è di 3mila chilometri e la distanza che separa Roma – a seconda della base da qui Teheran potrebbe dirigere il suo attacco – è compresa tra i 2.800 e i 3.200 chilometri; rendendo – di fatto – l’intero Sud particolarmente esposto.
La chiave del rischio, però, sta nella parola “dichiarata” perché le gittate dei due missili, allo stato attuale, risultano essere esclusivamente teoriche, mai testate sul campo con il rischio che un vettore a quella distanza faccia cilecca che risulta essere particolarmente alto; mentre non va ignorato neppure il fatto che attualmente gli sforzi dell’Iran sembrano essere concentrati contro USA e Israele, ovvero i due paesi aggressori che hanno scatenato il conflitto.
