Ursula Von der Leyen, Presidente della Commissione UE (ANSA-EPA 2025)
È da diversi anni ormai che numerosi critici e osservatori notano la progressiva perdita di rilevanza nel “risiko” mondiale da parte dell’UE, sempre più relegata a semplice osservatore di una partita che sta spostando il suo baricentro in uno scontro sempre meno velato tra USA, Cina e Russia: una situazione – quella precaria in cui naviga l’UE – che è stata analizzata dall’ingegnere elettronico Alessandro Fontana sulle pagine de ilSussidiario.net per scovare (ed esporre) gli errori strategici che ci stanno lasciando con pochissimi carri armati e soldatini sulla pedana del risiko geopolitico.
Se già le crisi in Ucraina e Medio Oriente, infatti, avevano mostrato chiaramente la debolezza politica e geopolitica dell’UE, un ulteriore – e ancor più duro – colpo è stato inflitto dall’arrivo alla Casa Bianca di Donald Trump che ha recuperato la lezione della “dottrina Monroe” per rendere il mondo la sua personalissima scacchiera: tra tutti gli scenari aperti da Trump – i cui effettivi obiettivi non sono sempre chiari – il rischio per l’Europa è di perdere di vista un tassello, perdendo a cascata anche tutti gli altri.
Le ragioni della debolezza dell’UE – secondo il ragionamento di Fontana – sono soprattutto due: in primo luogo l’assenza di una capacita autonoma e collettiva di difesa che costringe i 27 ad affidarsi al supporto militare di altri paesi – guarda caso, soprattutto gli USA -; e in secondo luogo un ancora più grave ritardo nello sviluppo tecnologico che comprime la capacità europea di contare veramente dal punto di vista della competitività economica.
