Marco Gallo (Foto: dal web)
Dopo la recente santificazione di Carlo Acutis, la Chiesa apre le porte ad un nuovo percorso di santità per un altro giovane, leggasi Marco Gallo. Si tratta di un giovane che è morto – come Acutis – giovanissimo, precisamente a soli 17 anni (2011), e che oggi – come da diretta che abbiamo seguito su IlSussidiario.net – è divenuto beato. La cerimonia si è tenuta in quel di Milano, presso la Cappella arcivescovile, e presieduta da monsignor Mario Delpini.
Marco Gallo morì non ancora 17enne in provincia di Monza, a Sovico, mentre stava andando a scuola, presso il liceo scientifico Don Gnocchi di Carate Brianza. Curioso come lo stesso giovane, la sera prima di morire, scrisse sul muro della propria camera una frase accanto ad un crocifisso, inerente la ricerca fra i morti di “colui che è vivo”. Parole che fanno probabilmente riferimento a Gesù o a Dio e che rilette a posteriori, dopo la sua morte, fanno quasi pensare ad un presagio, ad un ricongiungimento con l’Alto dei cieli.
Il cardinale Angelo Scola ha fatto emergere per primo la figura di questo ragazzo che ha sempre avuto una partecipazione attiva al mondo della Chiesa, soprattutto nel movimento di Comunione e Liberazione di cui fanno parte anche i genitori dello stesso, oggi ovviamente presenti nel capoluogo lombardo. Tante le attività sui generis del giovane monzese, come quando faceva compagnia agli anziani disabili dell’istituto don Orione di Seregno, ma anche l’aiuto scolastico a Biassono e Inverigo e gli incontri con una breve catechesi. Una vita profondamente cristiana che la Chiesa non vuole giustamente dimenticare.
