Mark Rutte, Segretario della NATO (Ansa)
In un periodo di già forti tensioni geopolitiche tra i principali blocchi mondiali, ulteriore complessità al quadro sembra essere aggiunta anche dal Segretario generale della NATO, Mark Rutte, al centro di una vera e propria irritazione tra i paesi europei per le sue posizioni sulla guerra in Iran: a dirlo sono stati alcuni funzionari europei sentiti dal quotidiano Financial Times, che avrebbero parlato di un vero e proprio “imbarazzo” provato dai rispettivi paesi per le uscire pubbliche del Segretario.
Come si ricorderà , infatti, dopo un iniziale tentennamento (specialmente da Roma), la totalità dell’Europa – con una posizione eccezionale e che non si vedeva da diversi anni a questa parte, pur con lievi differenze – ha condannato la guerra in Iran, rispondendo con un categorico “no” alle richieste di intervento da parte di Trump; mentre, dal canto suo, Rutte si è spesso speso in elogi per la missione statunitense in Iran, sostenendo la narrativa – di afghana memoria – per cui starebbe lavorando per “rendere l’intero mondo sicuro”.
L’imbarazzo delle capitali europee – sempre stando a quanto riferisce il quotidiano finanziario della City -, peraltro, sarebbe proprio legato al negato intervento per lo Stretto di Hormuz: se la linea ufficiala dell’UE è sintetizzata dalle parole di Kallas, secondo la quale quella in Iran “non è la nostra guerra”; Rutte ha recentemente dichiarato pubblicamente che i 27 avrebbero solo bisogno di tempo per “organizzarsi”, ma alla fine “si uniranno tutti” alla missione mediorientale.
