La sede di Meta a Menlo Park (Foto: ANSA-EPA/JOHN G. MABANGLO)
Sta già generando un ampio dibattito online la scoperta da parte di Business Insider di un brevetto depositato da Meta – l’azienda di Menlo Park che ha creato i principali social in uso, da Facebook a WhatsApp – nel quale viene descritto un progetto guidato dall’intelligenza artificiale per ridare “vita” agli account degli utenti che hanno deciso di prendersi una pausa dalle piattaforme o che – addirittura – sono morti: un dibattito che intreccia temi come la privacy, la gestione del lutto e la ricerca di profitti da parte di Meta.
Stando a quanto si legge nel brevetto di Meta, l’idea sarebbe quella di rendere meno traumatica l’assenza di un amico, un follower o un contatto che ha deciso di allontanarsi – volontariamente o meno – dalle piattaforme gestite dal gruppo: per farlo, verrebbe creata un’intelligenza artificiale addestrata con tutti i dati dell’utente in questione, “insegnandole” a replicare i suoi utilizzi medi dei social.
Così, l’intelligenza artificiale di Meta sarebbe in grado di clonare e replicare i toni usati dell’utente nei commenti, mettendo like a post che potenzialmente avrebbe apprezzato, arrivando – e questo è l’aspetto più dibattuto – anche a rispondere ai messaggi e a inviarne di nuovi ai contatti frequenti: all’indiscrezione di Business Insider – e soprattutto al successivo dibattito -, però, è intervenuta la stessa azienda di Menlo Park, precisando che allo stato attuale non vi è nessuna intenzione di introdurre veramente il bot.
