Marco Minniti (Ansa)
Recentemente intervenuto sulle pagine del Messaggero, l’ex Ministro degli Interni e oggi direttore della Fondazione Med-Or, Marco Minniti, ha lanciato un vero e proprio allarme sulle conseguenze che potrebbe avere la guerra in Iran per l’Italia e l’intere Europa: per quanto ne dicano i leader del governo, infatti, secondo lui l’attuale situazione mediorientale “ci riguarda direttamente” ed è importante affrontarla con attenzione e determinazione.
Al di là dell’improbabile ipotesi in cui l’Iran attacchi direttamente l’Italia, infatti, secondo Minniti non va ignorato l’approccio “radicale” al conflitto della nuova Guida Suprema di Teheran, all’origine di potenziali “iniziative asimmetriche”: da un lato, infatti, le tensioni potrebbero arrivare eventuali “lupi solitari” fedeli allo Stato islamico, oppure – dall’altro lato – la rete di “cellule dormienti” costruita dai Pasdaran; provocando una nuova serie di attentati terroristici fini soprattutto a “prolungare” le ostilità e colpire l’opinione pubblica mondiale.
In tal senso, secondo Minniti è importante che l’Italia inizi ad agire come un vero e proprio “Sistema Paese”, mettendo da parte le ostilità politiche tra partiti per riscoprire la sua coesione e formulare una linea d’azione coerente e chiara; mentre altrettanto importante è che l’Europa esca dalla sua – ormai conclamata – “irrilevanza” geopolitica, lavorando a un sistema di “diplomazia comune” che torni a incidere a livello internazionale nelle crisi in corso.
