Conferenza di Monaco: il Segretario di Stato USA Marco Rubio con il Cancelliere Friedrich Merz (ANSA-EPA 2026)
Intervenuto in queste ore sulle pagine de ilSussidiario.net, il generale Maurizio Boni ha analizzato ciò che emerso dalla recente conferenza di Monaco, soffermandosi in particolare sulle parole del segretario di stato USA Marco Rubio che ha usato toni ben più moderati rispetto a quelli dello scorso anno di JD Vance: toni, però, che secondo Boni non nascondono comunque il fatto che gli USA vogliono un netto cambiamento da parte dell’Europa; ben sintetizzato da ciò che è successo dopo la conferenza di Monaco.
Procedendo per ordine, Boni nota che le parole di Rubio a Monaco altro non sono se non quelle già utilizzati “nella strategia di sicurezza nazionale” statunitense, sostenendo l’idea che UE e USA abbiano “un destino comune”, ma che quest’ultimo dev’essere comunque guidato da Washington; chiedendo una riforma completa e profonda dell’Unione e – così come ha sintetizzato Mike Waltz nella stessa conferenza di Monaco – dell’ONU ormai “irrilevante”.
A far capire bene la posizione di Rubio – al di là delle parole -, infatti, ci pensa il fatto che subito dopo la conferenza “ha saltato il meeting con gli europei” dedicato al fascicolo dell’Ucraina per volare “da Orbán”, confermando – secondo Boni – una strategia che pone la priorità degli USA sui “movimenti politici che sono scettici nei confronti dell’UE”; peraltro relegando ancora di più quest’ultima alla completa irrilevanza dal punto di vista della pace in Ucraina.
