Energia (Ansa)
L’Italia oggi ha uno dei prezzi dell’elettricità più alti in Europa e ciò penalizza imprese e consumatori, oltre a disincentivare l’impiego di capitali. Il problema è aggravato dall’alta dipendenza energetica estera, superiore alla media europea, causata anche dalla chiusura delle centrali nucleari italiane, che ha portato il Paese ad affidarsi soprattutto sul gas, più costoso e condizionato da dinamiche geopolitiche.
Per Gian Lorenzo Cosi, la reintroduzione del nucleare – soprattutto quello di nuova generazione come i reattori SMR (Small Modular Reactors) – potrebbe risolvere diverse criticità e sostenere le industrie “energivore” (come siderurgia, metalmeccanica e chimica) che soffrono dei costi alti: garantire produzione continua a prezzi più stabili, ridurre l’esposizione alle oscillazioni dei mercati, senza venir meno alla decarbonizzazione.
Come spiegato nell’editoriale su IlSussidiario.net, bisogna puntare quattro mosse: chiarezza normativa con una legge quadro nazionale che regolamenti il nucleare di nuova generazione, superando ostacoli legali e ideologici legati alla nostra storia energetica; più investimenti pubblici e privati per sostenere progetti compatibili con i livelli di sicurezza; comunicare in maniera trasparente per superare resistenze culturali, evidenziando i benefici dell’energia atomica moderna; partecipazione industriale con altri paesi europei già impegnati nello sviluppo dei nuovi reattori, favorendo collaborazione in ricerca, produzione di linee guida.
