Lampadina, energia (Foto da Pexels)
Il ritorno dell’ora legale riaccende il dibattito sul suo impatto economico, soprattutto ora che c’è il caro energia. Come evidenzia da Patrizia Feletig su IlSussidiario.net, lo spostamento delle lancette non è solo un cambiamento di abitudini, ma anche uno strumento con effetti concreti sui consumi. L’idea alla base è semplice: sfruttare al massimo la luce naturale nelle ore serali, riducendo l’uso dell’illuminazione artificiale, e in Italia questo meccanismo continua a produrre risultati misurabili. Secondo i dati di Terna, nei sette mesi di ora legale il sistema elettrico registra un risparmio di circa 310 milioni di kWh, pari ai consumi annui di oltre 100mila famiglie, con un beneficio economico superiore ai 90 milioni di euro.
Questi numeri assumono un peso ancora maggiore nel contesto attuale, caratterizzato da prezzi energetici elevati e forte instabilità internazionale, per cui tagliare anche solo in parte la domanda elettrica nelle ore serali può contribuire ad alleggerire la pressione sulle bollette e sul sistema energetico generale, ma l’impatto reale resta oggetto di discussione. Se a livello nazionale il risparmio è importante, a livello individuale il beneficio sulle bollette domestiche è più limitato, inoltre con l’evoluzione dei consumi e l’aumento dell’uso di dispositivi elettronici, l’effetto dell’ora legale tende a diminuire rispetto al passato.
Nonostante ciò, l’ora legale continua a essere uno degli strumenti più immediati per contenere i consumi energetici senza interventi strutturali. In un’Europa ancora alle prese con crisi geopolitiche e tensioni sui mercati dell’energia, anche un risparmio relativamente contenuto può assumere un valore strategico.
