Oscar 2026 (Ansa)
Si è conclusa la sempre seguitissima nottata degli Oscar 2026, appuntamento annuale fisso per la Hollywood cinematografica che quest’anno (esattamente come gli scorsi) ha confermato in larghissima parte le attese degli osservatori: il testa a testa, infatti, era tra le pellicole “I peccatori” di Ryan Coogler e “Una battaglia dopo l’altra” di Paul Thomas Anderson ed è stata proprio quest’ultima (già arrivata a Los Angeles con un record di nomination) a incassare l’ambita statuetta per il Miglior film, assieme ad altre cinque.
I film sfidanti agli Oscar 2026 sono entrambi fortemente politici – spiega il critico Emanuele Rauco sulle pagine de ilSussidiario.net -, ma fanno dello spettacolo e dell’intrattenimento il reale centro del loro discorso cinematografico, esattamente come gli altri grandi premiati, tra il kolossal di Guillermo del Toro “Frankenstein”, il film d’animazione “K-Pop Demon Hunters”; tutto condito con uno spettacolo – spiega Rauco – “sobrio, non troppo noioso, con qualche guizzo comico”.
La grande esclusa dalla notte degli Oscar 2026, però, è stata “l’attualità ” rappresentata da tutto quel “mondo fuori dalla bolla hollywoodiana”, lasciando trasparire il messaggio che “il cinema [è] tornato al passato, quando la realtà veniva forzosamente bandita dalla festa”: non vi sono stati, infatti, “accenni alle guerre, ai disastri politici [o] alle violenze”, neppure al fatto che “gli attori di ‘La voce di Hind Rajab’ (..) non siano potuti entrare negli States perché il Governo non riconosce più visti ai palestinesi”.
