Ucraina. Militari russi per le strade di Pokrovsk, 2 dicembre 2025 (Ansa)
Sono stati descritti come “costruttivi” gli incontri che si sono tenuti ad Abu Dhabi negli ultimi giorni con l’obiettivo di riportare la pace in Ucraina, includendo – per la prima volta in questa formula – contemporaneamente i mediatori di Kiev e Mosca, sotto l’egida degli Stati Uniti di Donald Trump: incontri che, però, secondo il generale Giorgio Battisti non hanno prodotto ancora reali sviluppi sulla pace in Ucraina, con la Russia – ormai vicinissima agli USA – che sembra ancora poco disposta a deporre le sue armi.
Il nodo principale che non trova soluzioni e che tarda (e tarderà ancora) l’effettiva pace in Ucraina, secondo Battisti, resta quello del Donbass, un territorio – spiega il generale sulle pagine de ilSussidiario.net – “difficile da conquistare” perché fatto di “città fortificate” in collina che “dal punto di vista militare” permettono ampie “capacità di difesa”: per la Russia è un dossier fondamentale, probabilmente in virtù delle stesse ragioni per cui l’Ucraina non vuole cederlo, ovvero il fatto che da lì si potrebbe facilmente “partire (..) per conquistare l’intera Ucraina”.
Resta, comunque, il fatto che al di là dei proclami sugli incontri “costruttivi”, secondo Battisti il percorso per la pace in Ucraina resta lungo e complesso, con gli USA sempre più disinteressati al fascicolo: per il generale, infatti, questo potrebbe essere “uno degli ultimi tentativi” statunitensi prima di “mollare la patata bollente interamente agli europei”; potenzialmente tentando prima anche il tutto per tutto “sostituendo con le elezioni o (..) con la violenza” Zelensky con un leader “più accondiscendente”.
