Il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky al WEF Davos, 22 gennaio 2026 (Ansa)
Mentre il mondo resta con gli occhi puntati sulla (fragilissima) tregua in Iran, si torna a parlare anche dalla guerra che imperversa da più di quattro anni alle porte d’Europa, con l’ipotesi che presto potrebbe arrivare una svolta per la tanto attesa pace in Ucraina: il dossier, infatti, sembra essere stato momentaneamente accantonato dagli USA, sia – soprattutto – a causa dell’impegno militare in Iran, sia per la difficoltà di trovare un punto di incontro tra Putin e Zelensky.
Proprio quest’ultimo, però, in queste ore ha rilanciato il tema della pace in Ucraina nel corso di un’intervista a Rai Radio 1, dicendosi pronto a incontrare personalmente Putin per trovare una quadra sull’accordo, pur precisando che – in ogni caso – non ha nessuna intenzione di cedere a Mosca il controllo sull’intero Donbass: un’ipotesi ben accolta (apparentemente) anche dalla Russia, con Dmitri Peskov che ritiene possibile l’incontro diretto, purché avvenga sotto l’egida degli Stati Uniti e – soprattutto – di Trump.
Non solo, perché mente sembra aprirsi un possibile spiraglio per la pace in Ucraina, da Mosca è anche arrivata la conferma di una breve tregua in occasione della Pasqua ortodossa, già organizzata nel corso degli ultimi anni (pur con parecchi criticità) e immediatamente accettata da Kiev; mentre in segno di rinnovata comunicazione tra i due paesi in guerra, vi è stato anche uno scambio delle salme dei soldati morti sui rispettivi fronti, riconsegnati al dolore e al cordoglio delle loro famiglie.
