Presidente USA Donald Trump con il Segretario di Stato in Vaticano, Card. Parolin (ANSA 2025)
Nuove indiscrezioni diplomatiche gettano luce sul coinvolgimento del cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, nella recente crisi venezuelana. Secondo quanto riportato dal Washington Post, Parolin avrebbe avuto un colloquio riservato con l’ambasciatore statunitense presso la Santa Sede, Brian Burch, poco prima di Natale. Al centro dell’incontro vi sarebbe stata l’ipotesi di un esilio per Nicolás Maduro, considerata come possibile via per evitare violenze nel contesto dell’operazione americana che ha poi condotto all’arresto del presidente venezuelano. Secondo la ricostruzione, il Vaticano avrebbe prospettato per Maduro una soluzione diplomatica come l’asilo in Russia per evitare un’escalation violenta e favorire il rilascio di prigionieri politici.
Il Vaticano, pur senza entrare nel merito della ricostruzione, ha manifestato disappunto per la divulgazione della notizia. La Sala Stampa ha precisato che si trattava di uno scambio privato, non riconducibile a un’iniziativa ufficiale della Santa Sede. Parolin è considerato particolarmente adatto per questo tipo di mediazione dato il suo passato come nunzio apostolico in Venezuela, con esperienza diretta nel Paese.
Il giornalista americano Philip Pullella ai microfoni de IlSussidiario.net sottolinea anche che, mentre il Vaticano può offrire i suoi canali diplomatici per favorire la liberazione di detenuti e una soluzione pacifica in Venezuela, in altri teatri come l’Ucraina e il Medio Oriente il suo ruolo risulta più limitato o “chiuso”, in parte a causa delle difficoltà incontrate nella mediazione e di rapporti con altre confessioni religiose, come la Chiesa ortodossa ucraina che ostacola taluni spazi di intervento.
