Giuliano Cazzola, editorialista ed esperto di pensioni (Foto: ilSussidiario.tv)
La legge di Bilancio conferma l’assenza di interventi strutturali sulle pensioni obbligatorie, lasciando invariati per quest’anno i requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia e a quella anticipata, mentre resta aperto il confronto politico sull’adeguamento automatico all’aspettativa di vita previsto dall’anno prossimo. In questo quadro di sostanziale immobilità , l’attenzione del Governo – come evidenziato dall’esperto Giuliano Cazzola – si è spostata sulla previdenza complementare, considerata sempre più necessaria per compensare il progressivo ridimensionamento delle prestazioni pubbliche.
La novità più rilevante riguarda l’introduzione del silenzio-assenso per i neoassunti del settore privato, con il conferimento automatico del Tfr ai fondi pensione, accompagnata da incentivi fiscali rafforzati e da una riduzione temporanea della tassazione sui premi di produttività destinati alla previdenza. La manovra interviene anche sul ruolo delle imprese medio-grandi e amplia la gamma delle modalità di riscossione delle prestazioni, aumentando la quota liquidabile in capitale e introducendo nuove opzioni di erogazione flessibile.
Proprio su questo punto emergono le maggiori perplessità . L’estensione delle possibilità di prelievo rischia infatti di indebolire la funzione originaria della previdenza complementare, nata per garantire una rendita integrativa stabile e non per alimentare una logica di investimento o di consumo anticipato del capitale. Il nodo di fondo resta quindi aperto: la previdenza privata diventerà un pilastro effettivo della tutela della vecchiaia o resterà confinata a strumento di gestione del risparmio individuale?
