Prezzi dei carburanti (Ansa)
Con la guerra in Iran le tensioni attorno allo Stretto di Hormuz che proseguono e difficilmente giungeranno a una soluzione nel breve termine, molti automobilisti si chiedono come mai il prezzo del diesel sia aumentato in modo molto più marcato di quello della benzina, con i due tipi di carburante che attualmente hanno una differenza pari a circa 20 centesimi, ovviamente a sfavore del gasolio che ha superato (in alcuni casi) i 2 euro al litro.
Com’è facile immagine, buona parte degli aumenti di prezzo sono legati proprio alla chiusura dello Stretto di Hormuz, dal quale transita la quasi totalità del carburante prodotto dai paesi arabi mediorientali, ma con un fatto che – da solo – non può spiegare lo squilibrio tra i due tipi di carburante: dietro, infatti, vi sono numerosi fattori, parendo da quello legato alle accise recentemente equiparate dall’ormai noto decreto fiscale governativo.
Fino a poco fa, infatti, il diesel costava meno grazie ad alcuni incentivi governativi, con una decisione ambientale che spinse in modo massiccio l’adozione del gasolio, al punto che oggi è il carburante più utilizzato in Europa: mettendo a sistema l’enorme domanda, le accise statali equiparate e le tensioni per lo Stretto di Hormuz, e aggiungendo anche il timore dei distributori di un choc nelle forniture, sarà più semplice capire il perché delle differenti dinamiche negli aumenti di prezzo.
