Péter Magyar (Ansa)
Si sono chiuse con una netta e schiacciante vittoria da parte di Péter Magyar le elezioni in Ungheria che si sono tenute nella giornata di ieri, con lo scrutinio delle schede – iniziato in serata – che aveva già fatto emergere chiaramente ciò che i sondaggi ipotizzavano da tempo, ovvero la fine della lunghissima (e controversa) era di Viktor Orban al potere, durata per 16 anni ininterrotti, ai quali se ne devono aggiungere anche altri cinque nel decennio precedente.
Una vittoria – quella di Péter Magyar – che è stata accolta dal popolo ungherese con una vera e propria festa, tanto che migliaia di persone hanno deciso di scendere in piazza e per le strade anche a notte fonda per celebrare la fine di un premier controverso: il successo del leader dell’opposizione, infatti, è stato dettato soprattutto dalla netta rottura promessa con la linea anti-Europa e pro-Putin di Orban; premiata con più del 53% dei voti e con due terzi dei seggi in Parlamento.
Dal canto suo, Péter Magyar ha immediatamente promesso che effettuerà il primo viaggio istituzionale a Varsavia – per riavvicinarsi alla Polonia – e il secondo a Bruxelles, sbloccando immediatamente i fondi europei per l’Ucraina; mentre dopo aver proclamato la “fine del regime” di Orban e la “liberazione” del Paese, ha anche chiesto al presidente Tamas Sulyok di conferigli immediatamente il mandato governativo e di rassegnare – per via della conclamata vicinanza con il partito di Orban – le sue dimissioni.
