Autovelox (Foto: ANSA/MICHELE GALVAN)
Sono dati che già da tempo circolavano in alcune ricostruzioni ma sui quali solamente adesso abbiamo la certezza assoluta, con più del 90% degli autovelox che in Italia non risultano essere a norma, potenzialmente collegati a battaglie in tribunale da parte degli automobilisti multati per vedersi revocare la sanzione: un tema – quello degli autovelox illegali – che era stato preso a cuore già da più di un anno dal ministro Matteo Salvini, ora prossimo a chiudere la partita delle omologazioni.
Procedendo per ordine, infatti, secondo i dati raccolti dal MIT dopo il lungo censimento pubblico che si è tenuto tra settembre e novembre dello scorso anno, degli 11mila autovelox stimati sul territorio italiano, solamente pochi meno di 4mila sono stati correttamente inseriti nell’apposita piattaforma ministeriale (e i restanti, da decreto, non sono più utilizzabili): di quei 4mila, però, solamente un migliaio risultano correttamente omologati e – di conseguenza – utilizzabili.
Per il ministro Salvini la battaglia sugli autovelox aveva il doppio obiettivo di impedirne l’uso illecito da parte dei Comuni (che li vedono, talvolta, come strumento per fare cassa) e di garantire la sicurezza sulle strade con controlli puntuali e veritieri: proprio per questo era stato avviato il censimento e nelle ultime ore la bozza del decreto omologazione – con le nuove regole che i velox dovranno rispettare per essere a norma – è stata trasmessa a Bruxelles per il vaglio (si spera) definitivo.
