Pierbattista Pizzaballa (Ansa)
Nell’importantissima giornata della Domenica delle Palme in cui il cristianesimo celebra l’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme, il Patriarca Pierbattista Pizzaballa e il Custode della Terra Santa Francesco Ielpo hanno avuto una bruttissima sorpresa da parte delle autorità israeliane: la polizia ebraica, infatti, ha impedito loro di raggiungere il simbolico luogo del Santo Sepolcro dal quale avrebbero dovuto celebrare la Santa Messa odierna, costringendoli (pur, ovviamente, non in modo forzato o violento) a tornare indietro.
Si tratta di un evento senza precedenti nella storia della lunghissima convivenza tra cristiani ed ebrei in quella che entrambe le confessioni considerano la loro Terra Santa, peraltro “aggravata” anche dal fatto che solo una settimana fa le stesse autorità israeliane avevano vietato tassativamente lo svolgimento dell’odierna processione pubblica, motivandolo – forse anche giustificatamente – con il rischio di possibili raid iraniani: proprio per questa ragione, oggi Pizzaballa e Ielpo volevano tenere la Messa in forma “privata”, trasmettendola online per i fedeli interessanti.
All’ovvio messaggio di condanna all’accaduto condiviso da Piazzaballa in queste ore, si è unito anche un similare messaggio da parte del governo italiano: da Palazzo Chigi, infatti, hanno fatto sapere che si tratta di una scelta che viola la libertà religiosa dei cristiani, parlando di vero e proprio “sdegno” nell’apprendere la notizia; arrivando anche a convocare l’ambasciatore israeliano in Italia alla Farnesina per chiedergli conto dell’accaduto.
