Manifestanti a supporto del Consiglio nazionale della resistenza iraniana (NCRI) a Bruxelles (Ansa)
Sembra essere sempre più grave la situazione in Iran con le piazze gremite di persone che non ne vogliono sapere nulla di abbassare (per l’ennesima volta) la testa a un regime che sembra essere giunto alla fine della sua vita politica e gli ayatollah che stanno reagendo con un pugno durissimo, senza paura di mettere a tacere i manifestati – ormai diventati, appunto, incontrollabili – con le armi da fuoco; il tutto condito con una crescente attesa per l’intervento più volte ventilato dagli USA e che potrebbe gettare il Medio Oriente – in cui l’Iran è una sorta di leader assoluto – in una profonda crisi.
Nel frattempo, secondo quanto riporta Iran International – la televisione dei dissidenti che ha sede a Londra – le Guardie rivoluzionarie avrebbero ulteriormente alzato il livello della repressione: secondo alcuni testimoni, infatti, avrebbero preso di mira le abitazioni dei manifestanti uccisi in piazza, facendo irruzione in un coro di insulti e violenza contro le loro famiglie, saccheggiandone le case e intimandogli di farsi carico della sepoltura “rapida, discreta e privata” dei corpi, oltre che delle munizioni usate per sedare le piazze.
