Spoglio delle schede del Referendum (Ansa)
Il voto degli italiani all’estero potrebbe essere decisivo nel referendum giustizia, ma ci sono dubbi e perplessità sull’affidabilità del sistema postale tramite cui i voti vengono raccolti e poi trasmessi. Ne parla il professor Pieremilio Santoro a Il Dubbio, spiegando che l’invio delle schede tramite posta internazionale è un processo più lento e meno affidabile rispetto al voto in Italia, con rischi di ritardi, smarrimenti o contestazioni sullo spoglio.
Questa criticità potrebbe incidere sulla tempestività del conteggio dei voti esteri e creare incertezza sul risultato finale, soprattutto se il referendum fosse molto combattuto. La questione è importante per il docente di diritto comparato anche perché la partecipazione degli iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) può incidere sull’esito complessivo della consultazione, perché si tratta di milioni di voti, per cui può pesare a livello percentuale.
Chi vota all’estero riceve il plico elettorale, deve esprimere il suo voto e rispedirlo, per cui non c’è alcuna identificazione o cabina elettorale, nessuna verifica immediata quando si vota, inoltre ci sono stati in passato casi di dispersione di plichi e raccolte anomale di schede, per cui per Santoro il sistema postale è vulnerabile. All’estero il meccanismo è diverso: i francesi sono tenuti a recarsi nei consolati, i tedeschi seguono procedure ad hoc nel voto per corrispondenza, gli spagnoli hanno optato per la presenza fisica, invece in Italia si riflette ancora sulle possibili falle.
