Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi al Meeting di Rimini 2025
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in vista del referendum giustizia ha voluto chiarire che, a suo avviso, l’indipendenza dei giudici resta garantita anche in caso di vittoria del Sì, respingendo l’idea che si andrebbe verso un indebolimento dell’autonomia della magistratura. Per il titolare del Viminale, la riforma non comprometterebbe l’autonomia della funzione giudiziaria, ma anzi va letta come il tentativo di rafforzare la fiducia dei cittadini nel sistema giudiziario.
Piantedosi ha ribadito che ogni riforma va valutata anche nella cornice costituzionale, evitando scossoni che possano essere letti come un’ingerenza del potere politico nel potere giudiziario, ma ha anche rilevato come molte forze di sinistra – tradizionalmente critiche rispetto alle proposte di modifica del sistema giudiziario – hanno espresso posizioni favorevoli, con una parte significativa che non solo non rigetta a priori i quesiti referendari, ma è attenta alle ragioni che spingono alcuni elettori a votare sì.
Il ministro si è smarcato dalle etichette ideologiche e affronta il tema offrendo una lettura meno schierata: Piantedosi e i sostenitori del “sì” sostengono che certe modifiche possano aumentare l’efficienza e la trasparenza del sistema giudiziario, inoltre ci sono alcune aree progressiste pronte a considerare i quesiti come un’occasione di confronto sugli strumenti di valutazione dei magistrati senza percepirli come un attacco alla loro indipendenza.
