Sergei Lavrov, Ministro degli Esteri Russia: sullo sfondo il Presidente Vladimir Putin (ANSA-EPA 2025)
Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha lanciato un messaggio all’Occidente sulla Groenlandia, dichiarando che la Russia non resterà ferma nel caso in cui dovesse salire la presenza europea e americana sull’isola artica. Lavrov ha dichiarato, senza mezzi termini, che Mosca adotterà “contromisure adeguate, anche di tipo tecnico-militare” qualora la Groenlandia venisse militarizzata con capacità rivolte contro la Russia. Le parole si inseriscono in una fase di tensioni a causa del ruolo geopolitico dell’Artico e per la competizione per l’accesso alle sue risorse naturali, come terre rare, petrolio e gas, strategiche per a livello economico.
Per Lavrov, Usa, Danimarca e Groenlandia dovrebbero risolvere tra loro la questione, invece alcune nazioni europee hanno già inviato piccoli contingenti sull’isola per contrastare le ambizioni dell’amministrazione Usa, soprattutto dopo che il presidente Donald Trump aveva mostrato interesse per il territorio. Il capo della diplomazia russa ha persino accusato la Danimarca di trattare la popolazione groenlandese come “cittadini di seconda classe”.
Nel frattempo, si registra l’apertura di un consolato canadese a Nuuk e l’imminente apertura di una rappresentanza francese, mosse che, intrecciate alle parole di Lavrov, sollevano timori sulla stabilità dell’Artico e sul rischio di implicazioni più grandi per la sicurezza non solo europea, ma anche mondiale.
