L'ordigno usato per i sabotaggi ai treni (Ansa)
Da Bologna, passando per Pesaro e arrivando fino a Roma, i sabotaggi ai quali abbiamo assistito negli ultimi giorni – soprattutto dall’inizio delle Olimpiadi a questa parte – sembrano essere lo specchio di qualcosa di più grande che vi si cela dietro, magari una matrice esterna a quella anarchica attualmente ipotizzata: a dirlo è il giornalista Stefano Piazza in un’intervista rilasciata a ilSussidiario.net, puntando – in particolare – il dito contro i russi come potenziali soggetti interessati a muovere i fili dei sabotaggi.
Nel suo intervento, Piazza ha definito i recenti sabotaggi un “fenomeno preoccupante” soprattutto per il fatto che – da un lato – non se ne sono mai verificati così tanti nell’arco di poche settimane (salvo nel periodo buio della tensione) e – dall’altro lato – perché sembra chiaro che i responsabili siano “professionisti” organizzati che “sanno esattamente dove e come agire”, con il rischio – fino ad ora, fortunatamente, scongiurato – che prima o poi potrebbero provocare anche la morte di qualcuno o, comunque, ripercussioni ben più gravi di qualche ritardo nei trasporti.
Proprio questa organizzazione dietro ai sabotaggi, secondo Piazza potrebbe essere la dimostrazione dell’esistenza di una mano diversa da quella strettamente anarchica: a suo avviso, infatti, potrebbe esiste un “soggetto statuale” che chiede di compiere questo tipo di azioni, con i russi che rappresentano il suo principale sospettato con l’obiettivo di “indebolire l’Occidente” sfruttando il perfetto palcoscenico delle Olimpiadi.
