L'interno dell'ospedale Lotti di Pontedera fotografato questa mattina 19 dicembre 2011 a Pontedera. In seguito allo sciopero vengono garantiti gli interventi urgenti. ANSA/STRINGER
È un quadro (a dir poco) impietoso quello che emerge da un recente sondaggio sulla sanità in Italia effettuato dall’istituto Noto per conto del Sole 24 Ore, prendendo in esame il tasso di soddisfazione di un migliaio di persone e la loro opinione sulla qualità delle cure e del personale, sui tempi d’attesa e anche sulla medicina di prossimità : il quadro che emerge – appunto – è di una sanità in fortissima pressione, che non riesce a soddisfare neppure un italiano su due tra coloro che vi si rivolgono.
Infatti, secondo Noto, il 53% degli intervistati ha espresso un giudizio negativo nei confronti della sanità pubblica, rispetto a una media che negli altri paesi europei (in questo caso solo Francia, Germania, Spagna e Regno Unito) non supera mai il 32 per cento; e mentre è – fortunatamente – promossa la professionalità di medici e infermieri (con il 72% e il 71% di pareri positivi), risulta negativa per il 45% degli intervistati l’igiene nelle strutture.
Non solo, perché dal punto di vista dei tempi d’attesa della sanità pubblica, il 69% degli intervistati dichiara di aver ricevuto date superiori ai tre mesi dal momento della richiesta: proprio per questa ragione, non stupisce che la medesima percentuale ha dichiarato di aver rinunciato alle prestazioni pubbliche a favore di un privato che – almeno, dal punto di vista delle attese – ottiene risultati nettamente migliori.
