L'interno dell'ospedale Lotti di Pontedera fotografato questa mattina 19 dicembre 2011 a Pontedera. In seguito allo sciopero vengono garantiti gli interventi urgenti. ANSA/STRINGER
Con il via libera alle pre-intese sull’autonomia differenziata, sono iniziate le prime critiche sindacali agli accordi stipulati nel settore della sanità, coinvolto – pur solamente in modo parziale – nei primissimi schemi di intesa approvati qualche giorno fa: critiche sulle quali ha ragionato Carlo Zocchetti sulle pagine de ilSussidiario.net, invitando le parti in gioco (sia i contrari, che i favorevoli al percorso dell’autonomia) ad attendere prima di gridare al successo o al fallimento.
Zocchetti, infatti, ricorda che la principale critica sull’autonomia nella sanità è legata al potenziale rischio di disgregazione del servizio sanitario nazionale, aprendo a un futuro in cui le regioni correranno a due velocità differenti e i cittadini si troveranno a fare i conti con ospedali profondamente differenti tra loro a seconda del territorio nel quale si trovano a operare: critiche, insomma, che guardano a un futuro che “è ancora da costruire e da definire”, del tutto ipotetico.
La realtà dei fatti attuale, però, è ben diversa, perché Zocchetti ricorda – facendo fede a un rapporto della Fondazione per la Sussidiarietà – che già oggi la sanità corre a velocità profondamente diverse a seconda del territorio, con un problema del quale “i governi di tutti i colori hanno accettato l’esistenza come fosse una condizione inevitabile”: in tal senso, secondo Zocchetti, l’autonomia potrebbe diventare la soluzione per “ridurre le eterogeneità territoriali che oggi esistono”, purché le si lasci il tempo di produrre i suoi effetti.
