Ospedale (Foto: Pixabay)
È stata approvata negli ultimi giorni la legge delega relativa alla sanità che sembra fissarsi l’ambizioso obiettivo di riformare completamente il settore in grave crisi da diversi anni, ma che in realtà sarà probabilmente destinata a diventare l’ennesima toppa più piccola del buio che non risolvere veramente nulla: a dirlo è l’epidemiologo Carlo Zocchetti tra le pagine de ilSussidiario.net, mettendo in fila tutte le novità per la sanità presentate fino a questo momento, specchio di uno “spezzatino di norme improvvisate” che – al più – saranno utili per “sistemare qualche criticità”.
Ne è un chiaro esempio l’idea nel DDL sanità di riorganizzare la “classificazione delle strutture ospedaliere”, includendo – da un lato – delle nuove strutture di “terzo livello” che si distinguono per la loro “eccellenza” e che ambiscono ad avere “bacini di utenza molto ampi”, anche sovranazionali; ma anche – dall’altro lato – delle altre strutture sotto al livello base, chiamate “elettive“, sprovviste di pronto soccorso e che opereranno nella “rete dell’emergenza-urgenza”.
Se nel secondo caso, però, Zocchetti ritiene che non sia chiaro a quale “bisogno ad oggi non adeguatamente coperto” dalla sanità tradizionale dovrebbero rispondere, nel primo caso sembra trattarsi più che altro di un “premio” fine a sé stesso; mentre certo è che non sembra essere questo il reale “intervento programmatorio di cui ha bisogno il SSN” per uscire dalla sua attuale crisi, legata anche alla già notevole “frammentarietà” del comparto.
