Vittorio Sgarbi
Si è chiusa con una completa assoluzione la lunga partita giudiziaria sulla presunta (e, ormai, smentita) contraffazione del quadro “La cattura di San Pietro” che vedeva imputato il noto critico d’arte Vittorio Sgarbi: un caso che fu sollevato originariamente da un ex collaboratore del critico nel corso di alcune interviste rilasciate a Report e al Fatto Quotidiano; oggi chiuso per l’assenza di effettive prove contro Sgarbi che potrebbero reggere un processo formale in tribunale.
Facendo un passo indietro, è utile ricordare che il caso Rutilio Manetti (ovvero l’autore del quadro in questione) partì quando il pittore reggiano Lino Frongia raccontò di essere stato ingaggiato da Sgarbi per aggiungere una piccola fiammella al quadro “La cattura di San Pietro”: questi finì poi al centro di una mostra organizzata dal critico, nella quale venne presentato come un inedito di Manetti appartenuto esclusivamente a Sgarbi.
Le ipotesi mosse contro il critico furono quelle di contraffazione, autoriciclagio e riciclaggio: le prime due furono archiviate già nelle prime fasi dell’indagine, mentre la terza è stata stralciata in queste ore dal tribunale; mentre non è ancora chiaro – anche se quasi certamente si procederà in questa direzione – se gli inquirenti intendono presentare ricorso per provare a riaprire il caso contro il critico.
