Sparatoria al rave in Svizzera (ansa)
Si è conclusa ufficialmente la caccia all’uomo che da diversi giorni a questa parte stava tenendo la Svizzera con il fiato sospeso per il timore che un folle omicida potesse aggirarsi per le strade elvetiche e ripetere gli atti compiuti domenica scorsa durante il rave ad Aarau: un uomo – fino a poco fa – ignoto, infatti, aveva aperto il fuoco contro i tantissimi presenti a ridosso della fine del concerto di musica techno, ferendo un totale di sei persone (all’inizio si era parlato di cinque) e uccidendo sul colpo la 22enne italiana Maria Spinelli.
Un caso che – appunto – stava tenendo impegnati gli inquirenti della Svizzera da domenica scorsa nella ricerca dell’autore della sparatoria e la caccia all’uomo si è conclusa proprio in queste ore dopo che un uomo si è presentato in caserma e si è costituito: stando a quanto reso noto dagli inquirenti elvetici avrebbe agito da solo e avrebbe da subito ammesso di soffrire di problemi psichiatrici e – ovviamente – ne è stato subito convalidato l’arresto.
Sempre le autorità dalla Svizzera hanno chiarito che avrebbe esploso un totale di 40 colpi con un fucile d’assalto ed è stato trovato in possesso di due fucili AK-47 (uno dei quali potrebbe essere stato usato ad Aarau) e di una pistola, tutte e tre armi legalmente detenute: gli inquirenti hanno, però, voluto anche chiarire che non ci sono prove che facciano pensare al terrorismo, relegando l’accaduto a un “atto di follia omicida” ingiustificata.
