Uk, premier Starmer (Foto: Ansa)
Intervenuto durante la conferenza di Monaco, il premier britannico Keir Starmer ha mosso un altro passo nella direzione del riavvicinamento all’Unione Europea dopo il complesso capitolo della Brexit, allontanandosi da quello che è stato ritenuto storicamente uno dei più importanti alleati britannici, ovvero gli Stati Uniti oggi guidati da Trump: un riavvicinamento – quello di Starmer all’UE – che fino ad ora è già passato dal recupero di alcuni degli accordi più importanti dell’era pre-Brexit come (per esempio) quello relativo alla partecipazione al programma universitario Erasmus.
A Monaco, infatti, Starmer ha precisato che l’attuale realtà politica britannica “non è più quella degli anni della Brexit”, chiedendo ai 27 di trovare una quadra per essere “all’altezza” di questo delicato momento storico, con un maggiore coordinamento e – soprattutto – una maggiore spesa, soprattutto per quanto riguarda il capitolo legato alla difesa del Vecchio continente; pur precisando che non significa ridefinire i rapporti con gli USA o con la NATO.
Starmer, infatti, nel suo discorso ha ricordato che l’economia europea è “oltre dieci volte” superiore a quella della Russia, indebolita da una carenza nella “pianificazione industriale” e in un sistema di “appalti frammentati”: una posizione fine soprattutto a chiedere di riaprire le trattative per integrare anche il Regno Unito nel programma di riarmo SAFE; sostenendo anche l’ipotesi di estenderlo oltre ai confini europei, per farvi partecipare anche attori esteri esterni al blocco.
