Lo stoccaggio di gas (Foto: Ansa)
Sta facendo discutere e non poco la richiesta del commissario europeo dell’energia, Dan Jorgensen, di ridurre gli stoccaggi di gas. Come vi spiegavamo già ieri su IlSussidiario.net la segnalazione giunge dal Financial Times, una lettera inviata ai 27 stati membri, che ha creato non poca polemica. Nella missiva si legge di ridurre i livelli degli stoccaggi di gas dell’80 per cento, evitando quindi la classica corsa agli approvvigionamenti di questo periodo. Secondariamente si invitano gli stati membri dell’Ue ad essere maggiormente flessibili per provare a ridurre i consumi interni.
Una doppia richiesta che fa discutere tenendo conto che gli approvvigionamenti del gas sono sempre stati una richiesta specifica di Bruxelles, senza dimenticare che così facendo gli speculatori possono agire indisturbati. Per i Paesi le infrastrutture di stoccaggio sono ovviamente fondamentali per permettere di coprire la domanda invernale, soprattutto se dovesse verificarsi una stagione molto rigida come quella da cui stiamo uscendo.
I depositi nazionali dei vari stati coprono fra il 25 e il 30 per cento di tutto l’intero fabbisogno stagionale e da quando è scoppiata la guerra in Ucraina l’Unione Europea ha fissato un obbligo di stoccaggio del 90 per cento. Visto che – come dicevamo – l’inverno è finito, questo è il periodo migliore per riempire di nuovo gli stock, e ci sono nazioni come i Paesi Bassi dove le riserve sono quasi esaurite, di conseguenza la richiesta di Jorgensen viene considerata assurda, visto che Olanda e Belgio rischiano di arrivare al prossimo autunno/inverno senza materia prima.
