Stellantis, il CEO Antonio Filosa (Foto: Ansa)
I 22 miliardi di euro di oneri straordinari comunicati da Stellantis hanno fatto decisamente discutere. Quello dell’azienda dell’auto fra le più importanti al mondo è stato un vero e proprio “reset strategico” un cambio di rotta che è stato messo in atto con l’addio dell’ex CEO Carlos Tavares e l’arrivo di quello nuovo, Antonio Filosa. Come scrive per ilSussidiario.net Giuseppe Sabella, Stellantis sta attraversando al momento una “crisi di strategia e di credibilità” che si inserisce a sua volta nel contesto della transizione tecnologia, il famoso green deal.
L’esperto ha ricordato come Tavares fosse decisamente in linea con le politiche verdi dell’Ue, ma alla luce degli scarsi numeri dell’auto elettrica in Europa (a cominciare dall’Italia) e nel mondo, fare all in sull’elettrico sarebbero stato un suicidio commerciale. Ecco a cosa si deve questa netta inversione a U di Filosa (con conseguente onere da 22 miliardi di euro), e lo stesso Ceo, assieme a Oliver Blume di Volkswagen, ha chiesto alla Commissione Europea un’attenzione alla competitività del settore, sottolineando come il tempo scorra mentre la concorrenza cinese aumenta. “E’ un atto di realismo industriale”, conclude Sabella, probabilmente giunto un po’ in ritardo ma comunque necessario. Ora serve una strategia nuova ma che sia coerente e sostenibile: appuntamento alla fine del 2026 per capire se avrà funzionato.
