Memoriale delle vittime a Crans-Montana (Ansa)
L’inchiesta sulla strage di Crans-Montana si amplia con cinque nuovi indagati, tra cui il sindaco della località svizzera Nicolas Féraud. I reati ipotizzati sono omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo, gli stessi contestati ai proprietari del locale Jacques e Jessica Moretti e ad alcuni funzionari dell’ufficio sicurezza comunale. Secondo gli investigatori, il Comune avrebbe trascurato i controlli antincendio, con verifiche che non venivano effettuate da anni nonostante la presenza di materiali e strutture potenzialmente pericolose.
Ma c’è un altro filone che si sta approfondendo in relazione all’incendio nel locale “Le Constellation” a Capodanno che ha causato 41 morti e centinaia di feriti: gli inquirenti stanno valutando possibili ipotesi di riciclaggio di denaro legate ai Moretti. I loro precedenti e i rapporti con ambienti problematici hanno spinto la magistratura svizzera ad analizzare conti e investimenti, ipotizzando che capitali di origine illecita possano essere stati reinvestiti nei locali. Tra gli elementi sospetti figurano anche incendi avvenuti in altri locali della stessa proprietà e possibili schemi finanziari irregolari.
L’inchiesta su Crans-Montana ha anche una dimensione politica: la procuratrice che conduce le indagini appartiene allo stesso partito del sindaco, circostanza che ha portato le parti civili a chiedere la sua ricusazione, richiesta però respinta. Infine, è prevista una missione investigativa con magistrati italiani a Sion, a conferma della collaborazione nell’indagine sulla tragedia.
