Jerome Powell, Presidente della Fed (Ansa)
Manca sempre meno alla prossima riunione della FED nel corso della quale i banchieri statunitense decideranno come e se rivedere gli attuali tassi d’interesse a fronte degli sviluppi economici negli Stati Uniti con i mercati che attendono – ormai da tempo – un nuovo taglio e le istituzioni finanziarie che preferiscono seguire una linea più prudente: mercoledì, infatti, secondo gli osservatori la decisione della FED sarà quasi certamente quella di mantenere invariati i tassi, in vista di un nuovo taglio che potrebbe arrivare non prima della seconda metà dell’anno.
Una decisione – quella della FED – spinta da dati economici che, seppur siano positivi, non possono ancora far gridare alla completa ripresa: l’inflazione, infatti, secondo l’ultimo report dei banchieri statunitensi viaggia sull’ordine del 2,7 per cento, quasi completamente invariata rispetto al mese di novembre del 2025; spinga soprattutto da un doppio aumento nei settori dell’energia (+0,3%) e degli alimenti al consumo (+0,7%).
Positivo – sempre nelle rilevazioni della FED – anche il dato relativo alla disoccupazione che risulta essere scesa di 0,2 punti percentuali (attestandosi lo scorso dicembre al 4,4%) nell’arco di un solo mese: per tagliare i tassi, però, sarà necessario tenere sotto strettissima osservazione i prezzi al consumo, la stessa disoccupazione e l’effettiva crescita degli USA, attualmente stimata – dalla stessa FED – al 2,3% nel 2026.
