von der Leyen e Kallas (Ansa)
Il vertice dei ministri degli Esteri al G7 ha avuto non solo momenti di confronto, ma anche di scontro tra Usa e Ue, in particolare con l’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas e il segretario di Stato americano Marco Rubio.
Secondo alcune ricostruzioni di quanto accaduto nel summit, Kallas avrebbe incalzato Rubio sul pressing su Mosca da parte degli Usa, esprimendo le preoccupazioni europee per una strategia che viene ritenuta troppo morbida, anche perché si teme che il conflitto verrà messo in secondo piano rispetto a quello in Iran. Ciò si potrebbe tradurre con un minor sostegno a Kiev o con una spinta per un accordo sfavorevole agli ucraini.
Ma non c’è solo il dossier ucraino: stanno emergendo timori sui propositi israeliani, non a caso il vicepresidente americano JD Vance avrebbe espresso le sue critiche al premier israeliano Benjamin Netanyahu, segnalando dubbi e perplessità sull’operazione militare. Si parla di una telefonata infuocata in cui Vance avrebbe lamentato il fatto che la guerra sia stata “venduta” come facile per gli esiti previsti e che, invece, non stanno trovando riscontro.
