Trump all'inaugurazione del Board of Peace (Ansa)
Seppur la notizia della tregua in Iran abbia fatto tirare un sospiro di sollievo al popolo statunitense, secondo lo scrittore e giornalista John Merritt – intervenuto in queste ore sulle pagine de ilSussidiario.net – restano ancora aperti tutti gli interrogativi che hanno accompagnato questo mese di scontri, tanto che “l’America non si sente affatto sollevata”, con la confusione che – se possibile – è addirittura superiore a prima.
Al di là della tregua in Iran, infatti, non si è ancora capito il “perché [di] questa guerra”, i suoi obbiettivi reali e – soprattutto – cosa ha “concretamente ottenuto il presidente” che nell’arco di poche settimane ha “cambiato posizione almeno cinque volte” e ora rivendica successi che “Hegseth proclamava ogni settimana come imminenti e definitivi”; con l’accordo raggiunto ieri sera che sembra essere solamente “un’uscita di emergenza da una situazione che gli era scappata di mano” e che stava diventando “ingestibile” sotto ogni punto di vista.
Resta incerto, peraltro, l’effettivo futuro della tregua in Iran, perché dopo aver bollato come irricevibile la proposta in 10 punti avanzata da Teheran, Trump ieri sera l’ha definita un buon punto di partenza e – concretamente – nessuno sa cosa succederà “tra due settimane”, con il futuro del mondo che resta appeso sulla speranza che “il cessare il fuoco regga”, che “Israele e l’Iran lo rispettino” e – forse il punto più critico – che “Teheran riapra lo Stretto di Hormuz”.
