Da sin.: Marco Rubio, Donald Trump, Pete Hegseth alla Casa Bianca (Ansa)
Le mosse economiche e politiche dell’amministrazione Trump stanno incidendo anche nel quadro del debito pubblico europeo, creando tensioni e potenziali rischi sui mercati dei titoli di Stato. Ne parla il professor Luigi Campiglio a IlSussidiario.net, spiegando che quest’anno i Paesi dell’Eurozona si apprestano a emettere un ammontare record di debito sovrano intorno a 1.400 miliardi di euro, con la conseguenza che la credibilità finanziaria europea sarà sotto osservazione.
La questione, per il docente di Politica economica all’Università Cattolica di Milano, si intreccia con la strategia monetaria della Bce: nonostante l’inflazione nell’Eurozona stia rallentando, ci sono ancora dubbi su quanto effettivamente la Banca centrale europea possa modulare i tassi d’interesse o attivare interventi straordinari per stabilizzare i mercati senza pregiudicare l’eurozona stessa. Campiglio sottolinea che la volatilità può aumentare soprattutto se l’euro viene percepito meno forte rispetto al dollaro, il cui ruolo geopolitico è sostenuto da decisioni e segnali di politica economica statunitense che incrementano la credibilità della valuta americana.
Inoltre, richiama la possibilità che speculazioni internazionali su bond pubblici europei, alimentate dalla concorrenza sui mercati tra debito USA ed europeo, possano far lievitare i rendimenti dei titoli di Stato, con conseguenze negative sui costi di rifinanziamento. Questo scenario, secondo Campiglio, richiede che Bce e autorità europee restino vigili e pronte a eventuali interventi “whatever it takes” per evitare crisi di liquidità o manovre speculative di ampia portata.
