Il presidente dell'Ucraina Zelensky con la presidente della Commissione UE Von der Leyen al Consiglio UE (ANSA-EPA 2025)
Le recenti tensioni tra USA e UE in Groenlandia dimostrano – per l’ennesima volta – che la NATO non è più l’alleanza solida che sembrava essere fino a qualche anno fa, con uno scontro che rischia di ripercuotersi soprattutto sull’Ucraina: a dirlo è il generale Marco Bertolini in un’intervista a ilSussidiario.net nella quale ha ragionato sul complesso e articolo scenario geopolitico che si è innescato dopo la decisione di Trump di diventare “il poliziotto del mondo”; piegando qualsiasi paese al suo personalissimo volere.
I primi segnale dei rischi che corre l’Ucraina dagli scontri interni alla NATO, d’altronde, stanno già iniziando a farsi sentire perché se l’UE dovesse proseguire dritto nella sua guerra contro gli USA, questi ultimi quasi certamente taglierebbero le vendite di armi a Bruxelles destinate – appunto – proprio all’Ucraina: l’ovvia conseguenza è che Kiev resterebbe sola nel suo sforzo bellico dato che l’Europa non è in grado di produrre le armi necessarie; mentre Trump salderebbe ulteriormente il suo rapporto con la Russia.
Non è un caso – spiega Bertolini – se anche in Europa si sta iniziando a capire che la guerra in Ucraina finirà per rivelarsi uno sforzo (militare e, soprattutto, economico) del tutto vano: lo dimostrano – tra le altre cose – le nuove posizioni assunte da Italia, Germania e Francia che, dopo quattro anni passati a dire l’esatto opposto, sostengono la necessità di riaprire al dialogo con la Russia; mentre Trump cerca un’alternativa alla NATO che non gli piace più creando il suo personale “Board of peace” nel quale – non a caso – compare anche Putin.
