Commissione Ue (Foto: Ansa)
L’Unione Europea ha avviato un progetto di riforma del settore bancario volto a ridurre barriere normative, favorire l’integrazione tra mercati e aumentare la competitività delle banche europee. Secondo Milano Finanza, la riforma punta soprattutto a superare la frammentazione delle regole che ancora caratterizza il sistema bancario europeo, ostacolando operazioni transfrontaliere e lo sviluppo di un mercato unico finanziario pienamente integrato, elemento importante per la competizione con i mercati Usa.
Oggi le difficoltà non derivano tanto da debolezza patrimoniale delle banche, che in realtà sono solide, ma dalla mancanza di vera integrazione finanziaria a livello europeo: le banche europee operano tra regole molteplici e differenziate tra Stati membri, con normativa di livello nazionale che crea barriere artificiali alla libera circolazione di capitali e servizi bancari all’interno dell’Ue. Questo disallineamento normativo con gli Usa e gli sforzi americani in direzione di semplificazione o deregolamentazione accentuano il gap a livello di competitività del sistema europeo.
L’Unione, però, vuole mantenere alti standard di stabilità finanziaria e controllo prudenziale, evitando di sacrificare la solidità del sistema in nome della competizione, per cui il nodo principale da sciogliere sarà quello l’equilibrio tra una maggiore integrazione e competitività con la permanenza di controlli e regole rigorose che proteggano la stabilità dei mercati e dei depositanti. Il report della Commissione atteso nel terzo trimestre dell’anno dovrà dare indicazioni concrete su come l’Ue intende affrontare questa nuova sfida.
