Maja T (Foto: Ansa)
E’ stata condannata in Ungheria assieme ad altri due attivisti, Maja T, imputata per gli stessi reati di cui era accusata l’europarlamentare Ilaria Salis, ovvero, il presunto pestaggio di un nazista. Il processo in primo grado ha visto la condanna a 8 anni per la stessa (condannati anche Gabriele Marchesi e Anna Christina M), di conseguenza, a differenza della Salis che era stata assolta – seppur passando un duro periodo di detenzione – per Maja T l’esito è stato decisamente più funesto.
Secondo le autorità ungheresi la condannata prese di mira appunto alcuni esponenti neonazisti in occasione del Giorno dell’onore che si celebrò a febbraio di 3 anni fa, e durante il quale furono ferite nove persone, fra cui 4 in condizioni gravi. E’ una vicenda di cui – come detto sopra – si è parlato ampiamente in Italia proprio per via dell’eco che aveva avuto il processo ad Ilaria Salis, apparsa in tribunale con le catene alle mani, ma anche provata dalla dura prigionia, e che evidentemente non si era ancora conclusa. Alla fine il giudice della capitale ungherese ha inflitto una pena di 8 anni a Maja T dopo una seduta del consiglio durata solo 30 minuti. Agli altri due imputati invece, 7 anni per Gabriele Marchesi, che però è a Milano in quanto è stata negata l’estradizione e 2 anni e mezzo ad Anna Christina M.
