La cattura di Nicolas Maduro, Presidente del Venezuela: l’arrivo a New York (ANSA-EPA 2026)
I raid militari Usa contro Iran e Venezuela presentano alcune analogie, ma anche differenze sul piano geopolitico e strategico, in un confronto che Arturo Illia ha approfondito su IlSussidiario.net. In entrambi i casi Washington ha puntato a colpire i vertici di regimi considerati autoritari, con l’obiettivo dichiarato di favorire una transizione verso sistemi politici più democratici, ma interventi di questo tipo non garantiscono il regime change e possono perfino causare effetti destabilizzanti peggiori.
Per Illia, l’Occidente ha spesso agito senza comprendere a fondo la struttura sociale e culturale dei Paesi coinvolti, basti pensare a quanto accaduto in Afghanistan, Iraq e Libia, dove la caduta dei regimi non ha portato a una stabilizzazione politica. A differenza del Venezuela, dove esiste almeno una possibile alternativa politica al chavismo, in Iran il sistema di potere è più radicato e complesso, ma comunque dietro gli interventi Usa ci sarebbero anche interessi energetici, soprattutto legati al controllo del petrolio venezuelano e agli equilibri del mercato globale dell’energia.
Pertanto, secondo Illia queste operazioni militari non mirano necessariamente a trasformazioni politiche, ma a ridisegnare gli equilibri economici e strategici, con l’Unione Europea che nel frattempo rischia di restare marginale, oltre che divisa.
