Mercati, trader Usa (Ansa)
Le relazioni economiche e geopolitiche tra Stati Uniti, Unione Europea e Cina quest’anno sono un rebus irrisolto che frena le tre “locomotive” dell’economia mondiale per Stefano Cingolani. Secondo la sua analisi pubblicata su IlSussidiario.net, il ciclo economico mondiale è in difficoltà: negli Stati Uniti l’occupazione e il prodotto interno lordo mostrano segnali di rallentamento, mentre la Federal Reserve potrebbe essere spinta a tagliare i tassi d’interesse per sostenere la crescita. Anche l’Europa, pur registrando una leggera crescita, soffre una domanda interna debole e una stagnazione dell’economia reale, con il rischio che il Vecchio Continente resti indietro rispetto ai rivali globali.
Cingolani evidenzia che proprio la Cina rappresenta un grande punto di domanda mondiale, ma anche un “enigma” economico: il target ufficiale di crescita del 5% per quest’anno è giudicato dubbio da molte istituzioni di ricerca, mentre problemi strutturali come l’eccesso di immobili invenduti, il debito delle amministrazioni locali e la debole domanda interna pesano sull’effettiva capacità di trainare l’economia globale.
Per Cingolani, le tre “locomotive” non stanno accelerando come dovrebbero: negli Stati Uniti la bilancia commerciale è fonte di tensione, con i dazi al centro di controversie tra imprese e governo; in Europa la crescita è modestamente positiva ma non sufficiente a rilanciare dinamicamente l’economia; in Cina, nonostante gli sforzi per stimolare investimenti e consumi, persiste una crescita anemica e un rischio legato all’enorme quantità di immobili invenduti e all’indebitamento locale.
