Il caso Venezuela (Foto: Tg5)
Torniamo a parlare del caso Venezuela, dove, secondo Torlizzi, c’è il rischio di una nuova guerra fredda. Stando a quanto riferito da El Periodico, nelle scorse ore Washington e Caracas hanno iniziato a ripristinare le relazioni diplomatiche dopo la caduta del governo Maduro, che, ricordiamo, è stato arrestato e ora si trova negli Stati Uniti. Numerosi i prigionieri politici che sono stati rilasciati dalle carceri di tutto il Paese, compresi i due italiani Luigi Gasperini e Biagio Pilieri. Resta ancora dietro le sbarre Alberto Trentini, che da più di un anno è stato arrestato a Caracas, e fra i detenuti vi sono anche il commercialista piemontese Mario Burlò e molti altri ancora.
Donald Trump ha intanto annunciato l’intenzione di rilanciare l’economia del Venezuela facendo leva sul petrolio, la grandissima risorsa di Caracas. «Saranno gli Usa a decidere quali compagnie lavoreranno in Venezuela», ha dichiarato il tycoon ieri durante un incontro con le compagnie petrolifere e, a riguardo, l’Eni, compagnia italiana, ha detto presente: «Siamo pronti ad investire e a lavorare in Venezuela», ha spiegato l’ad Descalzi. Ricordiamo che il Venezuela possiede le più grandi riserve petrolifere del pianeta, ma non ha le infrastrutture adeguate per estrarre l’oro nero.
