Mercati, trader Usa (Ansa)
L’operazione Trump in Venezuela, che ha portato alla cattura del presidente Nicolás Maduro, solleva nei mercati domande su quanto gli americani possano spingersi nei confronti di chi considera avversario. Per gli investitori che detengono titoli del debito americano o devono decidere se sottoscriverli, questa vicenda segnala che la discrezionalità Usa rispetto alle sue risorse finanziarie e normative potrebbe includere misure aggressive anche sul versante economico, non solo militare. L’anno scorso con il “One Big Beautiful Bill Act” è stata introdotta la possibilità di tassare gli investimenti finanziari americani degli stranieri, una possibile arma fiscale in caso di guerra commerciale o finanziaria.
Questa norma non è stata ancora applicata, ma la sola possibilità che possa accadere rappresenta un rischio, perché gli Stati Uniti potrebbero usare anche questi strumenti per esercitare pressione su investitori esteri in caso di tensioni politiche o economiche. Il caso Venezuela, quindi, potrebbe spingere gli investitori a rivedere i rischi politici e suggerire che scenari prima impensabili – come appunto l’uso di norme fiscali a fini strategici – non siano più del tutto da escludere.
