Referendum Giustizia 2026 (Ansa)
Si sono aperte nella mattinata odierna i seggi per il Referendum giustizia 2026, da tempo al centro delle pagine della cronaca politica con una campagna referendaria che – da entrambe le parti in gioco – non ha risparmiato nessun colpo: le urne – è certamente bene partire da qui – oggi saranno aperte fino alle 23:00 e domani, lunedì 23 marzo, si terrà il secondo turno tra le 7:00 e le 15:00, con gli scrutini che inizieranno immediatamente dopo la fine delle operazioni di voto.
Il centro del Referendum giustizia 2026 è la riforma del sistema della magistratura proposta dal ministro Carlo Nordio, tra la bandierina della separazione delle carriere tra giudici e PM che si accompagnerà anche alla divisione tra requirente e giudicante del CSM, all’introduzione del sorteggio per eleggerne i rispettivi membri e alla nuova Alta corte disciplinare che giudicherà l’operato di tutti gli appartenenti alla magistratura.
Secondo i partiti di centrodestra – ovviamente tutti favorevoli al “Sì” al Referendum giustizia 2026, per approvare la riforma Nordio – si tratta di una misura di buon senso per garantire la piena terzietà dei giudici rispetto ai PM separandone la carriere già dal momento dell’inizio degli studi in giurisprudenza; mentre il sorteggio è visto come un modo per limitare il potere delle correnti interne all’ANM che – secondo i promotori del Referendum – godono di potere assoluto sulla carriera dei magistrati.
D’altra parte, il fronte del “No” al Referendum giustizia 2026 – nel quale rientrano la quasi totalità delle forze di centrosinistra, con Italia Viva che è l’unico partito a non aver dettato una linea comune ai suoi membri – critica soprattutto il tema del sorteggio: a loro avviso, infatti, la scelta di affidare le liste dei “non togati” per i due CSM al Parlamento rischia di rivelarsi una scelta utile a controllarne politicamente l’azione e i membri; piegando, insomma, la magistratura al volere della maggioranza di turno.
