Scontri antagonisti-Polizia al corteo di Milano contro le Olimpiadi (ANSA 2026, Davide Canella)
Intervenuto sulle pagine de ilSussidiario.net, il giornalista e inviato di guerra Toni Capuozzo ha riflettuto sulla crescente violenza in piazza, ben manifestata da quanto accaduto pochi giorni fa a Milano con l’apertura dei giochi olimpici, ma – prima ancora – anche a Torino con la guerriglia urbana dopo il corteo pro-Askatasuna: una situazione di crescente tensione, alla quale si aggiungono – oltre al fenomeno della violenza in piazza in sé – anche i sabotaggi ferroviari; con il rischio – spiega Capuozzo – che si torni “all’azione armata vera e propria” che caratterizzò gli anni ’70.
Secondo Capuozzo, l’origine dell’attuale tendenza della violenza in piazza è da ricercare – almeno, in epoca recente – al “movimento pro-Pal” che, pur avendo portato nelle strade motivazioni e ragioni condivisibili, oltre che legittime, ha anche “sdoganato” la violenza e le infiltrazioni dei cosiddetti antagonisti; ma dietro alla crescita rapidissima del fenomeno, il giornalista vede anche un doppio errore da parte “delle forze dell’ordine” e da chi organizza le manifestazioni.
Sul primo fronte, infatti, nota che contro la violenza in piazza gli agenti agiscono “con un braccio dietro la schiena”, non sapendo bene “cosa fare” e come comportarsi, anche perché i singoli agenti non hanno la sicurezza di avere “le spalle coperte”; mentre sul fronte degli organizzatori mancano quei “servizi d’ordine” di cui si dotò in passato il Partito comunista, riuscendo a individuare e cacciare i violenti prima di scendessero in piazza.
