Zelensky e Orban (Ansa)
Sembrano scaldarsi molto rapidamente gli animi ai confini orientali dell’Europa, con il presidente ucraino Zelensky che in queste ore è arrivato a minacciare (pur non citandolo apertamente) l’omologo ungherese Orban, protagonista a Bruxelles di una durissima opposizione al nuovo pacchetto di aiuti promosso dalla Commissione e che dovrebbe avere un valore di circa 90 miliardi di euro per sostenere anche i mancati stanziamenti da parte di Washington.
In un intervento pubblico, infatti, Zelensky ha sottolineato che se il blocco agli aiuti dovesse continuare e i suoi soldati dovessero rimanere senza nuove armi “daremo il suo [senza specificare chi sia questo lui, ndr.] indirizzo ai rappresentanti delle nostre forze armate”, in modo che siano loro a “chiamarlo e parlargli nella loro lingua”, ipoteticamente da interpretare come quella delle armi e della violenza.
Com’è facile immaginare, alle minacce indirette da parte di Zelensky, non è tardata ad arrivare la risposta durissima di Orban, che in un’intervista per un’emittente ungherese ha precisato di non avere alcuna paura, accusando l’omologo ucraino di mantenere un “comportamento da bandito”: per Orban, infatti, il blocco degli aiuti sarebbe del tutto legittimo, soprattutto perchĂ© il pacchetto sarebbe subordinato all’obbligo di rinunciare alle forniture petrolifere di Mosca.
