Il carcere di Bollate (Foto: Ansa)
È una vera e propria rivolta che ha colto del tutto impreparati i (pochissimi) agenti in servizio al carcere di Enna quella che è scoppiata nella mattinata odierna dopo una lunga settimana di tensioni tra i detenuti e la direzione carceraria, che ha portato un centinaio di reclusi a blindarsi all’interno di alcune aree dei padiglioni vecchi: una situazione delicatissima e che rischia di sfociare in una tragedia, tanto che – mentre scriviamo – non sono ancora state tentate riconquiste da parte degli agenti.
Facendo un passo indietro, è bene ricordare che al carcere di Enna – appunto – la tensione era alle stelle già da diversi giorni, soprattutto a causa di un temporale che aveva disabilitato le linee telefoniche della struttura, lasciando i detenuti senza la possibilità di effettuare telefonate a casa: l’impianto telefonico è stato ripristinato, ma la direzione carceraria aveva deciso di svolgere una perquisizione a sorpresa, sequestrando numerosi cellulari e alcune dosi di droga ai detenuti.
Sfruttando il momento estivo in cui il personale – già all’osso – è fortemente limitato, i detenuti hanno organizzato l’assalto al vecchio padiglione del carcere di Enna, nel quale sono attualmente blindati dopo aver distrutto le telecamere di sorveglianza: si stima che siano circa in 120 i rivoltosi (rispetto alla popolazione complessiva di 200 detenuti) e i 7 agenti in servizio sono stati costretti a chiedere aiuto a Carabinieri, Poliziotti, Finanzieri e Agenti penitenziari delle vicine città.
