Roberto Vannacci, vicesegretario della Lega (ANSA 2025, Claudio Giovannini)
Poteva finire nell’ennesimo episodio di violenza sociale il comizio che il generale Roberto Vannacci ha organizzato in queste ore in quel di Pescara, con il peggiore degli epiloghi – fortunatamente – scongiurato dal rapido intervento della Polizia che ha impedito a un gruppo di contestatori di raggiungere il palco dell’evento: tensioni – naturalmente – alle quali il generale ha risposto con il suo solito atteggiamento, senza lasciarsi intimidire dai manifestanti.
Procedendo con ordine, secondo le prime ricostruzioni la tensione a Pescara è salita rapidamente nel momento in cui un gruppo di manifestati anti-Vannacci ha provato ad approcciare i sostenitori del generale al grido di “fascisti, tornate nelle fogne”, “Futuro Nazionale, servi del capitale” e “Gramsci vive e lotta insieme a noi”: immediato – appunto – l’intervento delle autorità che hanno eretto un muro tra i due gruppi rivali impedendone il contatto.
Già nei momenti precedenti all’intervento delle autorità, Vannacci sul palco ha risposto ai manifestanti intonando “me ne frego” in contrapposizione al canto di “Bella ciao” e, poco dopo, ha anche aggiunto che “questi signori hanno reso la serata ancora più divertente” con il loro “spettacolo” che ha assimilato a “uno zoo”; mentre il vannacciano Rossano Sasso ha contestato i manifestanti additandoli come “zecche rosse”.
