Giallo della ricina, Sara Di Vita (Foto: Morning News)
Ormai non ci sono più dubbi: Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi sono state uccise con la ricina. Nelle ultime ore è giunto l’atteso esito definitivo circa l’autopsia eseguita sul corpo delle due donne e che ha confermato che entrambe siano morte a seguito di una maxi dose di tossina. Le due donne, ricordiamo di 15 e 50 anni, sono state assassinate nella sera fra il 23 e il 24 dicembre del 2025, ed entrambe hanno ingerito la ricina per via orale.
I medici non hanno dubbi, si è trattato di un omicidio premeditato e chi ha agito l’ha fatto per uccidere. Non si è quindi potuto trattare di un avvelenamento accidentale anche se al momento non è dato sapere di chi sia stata la mano che ha messo appunto la ricina negli alimenti di cui Sara e Antonella si sono cibate poche ore prima dello scorso Natale. Restano comunque tante le domande in sospeso, a cominciare da capire se chi ha ucciso voleva uccidere sia Sara che Antonella o voleva solo colpire la moglie di Gianni Di Vita.
Secondariamente bisognerà comprendere il movente, ed è proprio su questo aspetto che gli inquirenti stanno lavorando senza sosta. Se infatti scoprono il motivo che avrebbe scatenato la rabbia omicida, potrebbero individuare chi l’ha messa in pratica. Secondo alcune indiscrezioni chi indaga avrebbe ristretto il campo al possibile assassino a quattro persone, due donne e due uomini, ma si riuscirà a dimostrare il nesso con la ricina? Se vi fossero indizi importanti come ad esempio filmati di videosorveglianza, chat, impronte digitali, ci sarebbe già qualche indagato, ma al momento vi è la netta sensazione che si stiano facendo solo delle ipotesi tutte da dimostare. Chissà che una mano in tal senso non possa arrivare dagli esperti tedeschi del Robert Koch Institute che esaminare 70 reperti dei Di Vita e soprattutto entreranno nella casa dove è iniziato il tutto.
